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giovedì 8 novembre 2012

011) Fuori discussione

Il 24 ottobre scorso ho finalmente discusso la mia tesi. Diversamente da quanto sembrasse all'inizio, anche a causa della proposta, non accettata, in extremis (cinque giorni prima), del relatore di procrastinare la discussione a dicembre, il risultato finale è andato oltre le aspettative: il massimo dei punti (7) con un punto in più concesso dalla commissione.
Ho atteso una settimana o poco più per scrivere questo post che è l'ultimo dell'era da studente e non so come continuare e se continuare con questo blog perché nato espressamente come sfogo alla vita universitaria e poi è "scivolato" sull'architettura. La prima esperienza progettuale, sebbene per una tesi di laurea, ma con intenzioni realistiche ben individuata nel territorio, mi ha permesso di elaborare alcuni concetti, espressi già nelle intenzioni dei primi post di questa rubrica, verificandone l'applicabilità ed i risultati. Sebbene non inseriti, la momento, nel lavoro finale, restano presenti nel progetto vero e proprio che, pur non essendo stato reso pubblico, è alla base della tesi. I percorsi loges con indicazioni in rilievo e Braille, il centro per il bike-sharing, le sedute sparse per la passeggiata con possibilità di raccoglimento o socializzazione, l'illuminazione discreta, le passerelle-terrazzo e la nuova passerella ciclo-pedonale, pensati, ma non ancora progettati, attendono che vi metta mano, prima o poi, per completare il pensiero progettuale.
Ma ho atteso anche perché, ormai scarico di tensioni, ho pensato a rilassarmi riprendendo i vecchi videogame accantonati per la preparazione della tesi che non mi permetteva un minuto di rilassamento e non riuscivo a riprendere in mano il "discorso", per così dire, conclusivo.
Ora mi attende la prima prova dell'esame di abilitazione il prossimo 20 novembre. Dunque è finito un ciclo, o forse continua, non nell'università, ma nella ricerca. Un nuovo punto d'inizio dal quale partire, ma non so se ancora su questo blog o su un blog.

Immagine del masterplan

domenica 14 ottobre 2012

010) Correzione #3

Sono ormai allo stadio finale, in quella noiosa parte della preparazione quando si fa il possibile per ingannare il pubblico con belle immagini di quello che dovrebbe essere e invece sembra. Domani (15/10/2012 N.d.R.) si stampa e si consegna martedi. L'ultima fatica sarà la realizzazione della presentazione a schermo che accompagnerà la discussione della tesi: sei lunghi anni di studio, cinque mesi di preparazione della tesi concentrati in otto minuti nei quali, mentre io parlerò, la platea non capirà niente e la commissione sarà più o meno distratta. Dovrò mostrare il processo iniziato dallo studio del luogo e del territorio circostante, passando per l'idea, le bozze, gli schizzi, i disegni, le correzioni, i particolari tecnologici, le sistemazioni esterne, fino alla relazione finale. Dovrò farlo cercando di rendere visibile a schermo il processo del pensiero progettuale attraverso lo scorrere di immagini, schemi e disegni.
L'ultima fatica è stata la realizzazione del modello 3D che ha evidenziato, come ovvio, errori di calcolo nelle dimensioni di alcuni ambienti e degli spazi, risolti, fortunatamente, in pochi passaggi. Quello che è mancato è stato il coraggio di dare una forma più coerente con gli allineamenti urbani esistenti e con la morfologia del terreno, ma se nel secondo caso, mancando un serio rilievo topografico, le approssimazioni e le semplificazioni sono state quasi legittime, nel primo caso si è trattato di una vera e propria mancanza. E dire che un allineamento stradale mi aveva portato a pensare ad una sorta di cannocchiale ottico verso l'antica e scomparsa Porta S. Florido, fatto che, nel progetto di tesi, è in parte ovviato dalle superfici vetrate del bar/ristoro e del baby-park che guardano direttamente alla città. È stata un'occasione mancata. Semmai si arriverà alla progettazione esecutiva, così come blandamente lascia intuire il manifesto del Consulto, quello del cannocchiale ottico aperto alla città, sarà sicuramente un argomento di progetto, sempre che questo venga affidato al sottoscritto medesimo.

sabato 28 luglio 2012

007) Parole su carta

Primi bozzetti, pessimi, tanti pensieri. La mia tesi, ma voglio dire, il mio progetto, ha un motto:
La potenza del Web sta nella sua universalità. L'accesso da parte di tutti indipendentemente dalle disabilità è un aspetto essenziale (WAITim Berners-Lee)
 Il Web è una rete, globale, planetaria, come globale e planetario è la rete dell'essere umano. Non ci saranno barriere di nessun tipo nella mia idea di architettura perché pensata semplicemente per l'uomo e non per una classe di uomo. Il progetto prevede infatti parcheggi per auto accessibili a tutti, compresi i non vedenti con le loro auto a guida automatica (quando verranno). Rampe per tutti e scale per qualcuno e non il contrario. Gradonate accessibili e percorsi pedonali fino al bordo del fiume. Avvisi sonori e luminosi con informazioni non assegnate ai colori, percorsi loges per tutta l'area. Non basta però armarsi di buoni propositi e di idee su come tradurli in progetto: sarà esso stesso comprensivo di tutto. Ormai è giunto il momento di non pensare più a chi "è meno fortunato di noi", ponendoci quindi in una posizione privilegiata, ma è il momento di guardare intorno per abbracciare con lo sguardo tutto e non una parte, abituando l'occhio e non viziarlo con luoghi comuni derivanti esclusivamente dalla pietà e dall'inconscio ritenersi fortunati di essere "normali". La normalità è l'essere umano nella sua interezza, "indipendentemente dalle disabilità".


Insegnamenti:

(Sarebbe opportuno introdurre nei laboratori di composizione e non solo, l'idea che l'architettura non è destinata ad una sola classe di essere umano con un budget economico incommensurabile)
  • Composizione architettonica e urbana;
  • Progettazione ambientale;


domenica 22 gennaio 2012

003) Dunque si parte... e si è già tornati

Ho visitato Città di Castello il nove gennaio in una fredda, ma limpida giornata di sole. Il tema della tesi è concentrato sul tratto di Lungotevere, fra gli ormai scomparsi campo boario e porta San Florido. Il centro antico si presenta pulito e ben tenuto, malgrado i restauri abbiano in più punti cancellato l'autenticità materica come è stato possibile constatare consultando alcune foto d'epoca nella biblioteca comunale. Ma mentre l'abitato intra moenia conserva il carattere del tipico centro umbro, ma che guarda all'ormai imminente toscana, la città cresciuta extra moenia è invece anonima. Tranne la fondazione Burri, ospitata in vecchi essiccatoi del tabacco restaurati e dipinti di nero, il resto dell'edilizia non è molto diversa da tante altre, simili tendenti all'uguale, di altre città d'Italia.
Il Lungotevere è invece in uno stato di lento degrado. Non è più una porta alla città, ma un anonimo oltrefiume, se così si può dire. La vecchia area industriale è in via di smantellamento e riconfigurazione più a nord, mentre gli spazi una volta occupati da fabbriche vanno riempiendosi di abitazioni per la maggior parte unifamiliari. Il progetto di tesi, in fase di realizzazione con il mio gruppo "storico", si occuperà di riprogettare le due aree a cavallo della strada di accesso alla città e lungo la riva sinistra del fiume, in modo da realizzare una nuova porta, una porta aperta questa volta. Ognuno ha scelto un tema interno al meta-tema da sviluppare e approfondire autonomamente. Io ho scelto la riva del fiume ed il centro di canottaggio, disciplina molto in voga a Città di Castello, tanto da aver dato i natali a due campioni del mondo di canoa/kayak.
La passeggiata lungo la riva è stata piacevole. Il sole tardava a salire e malgrado il freddo è stato bello passeggiare su quello che è poco più di un sentiero lungo il fiume. A causa del cedimento di una diga a monte, si è verificata negli anni passati un ingrossamento del fiume che ha provocato il crollo di parti degli argini in terra che però non hanno precluso la pedonabilità. Il sentiero si estende per 5-6 km per poi perdersi nella vegetazione. In progetto c'è la realizzazione di una rete ciclo-pedonale in modo da collegare, lungo il Tevere, il comune di San Giustino a Nord e, magari più in là negli anni, quelli a sud. Il centro di canottaggio attuale è invece ospitato in una struttura poco adeguata all'importanza che ha questo sport fra i cittadini. Basti pensare che, malgrado i 5°C, un uomo, verso le 12:30 ha preso il suo kayak, lo ha calato in acqua e si è avviato verso San Giustino. C'è da dire che il fiume, almeno d'inverno, è vissuto poco dalla popolazione, malgrado le acque relativamente basse, ma limpidissime, tanto da scorgere sia i pesci più grossi, in particolare le trote, sia quelli più piccoli.
Il progetto, che è ancora nella mia mente, prevede la costruzione di un nuovo rapporto con il fiume e la canoa/kayak. Non ci sarà un accesso anche per i disabili, semplicemente sarà garantito a tutti di arrivare sul fiume con i propri mezzi, qualsiasi essi siano. Ci saranno punti di sosta e di osservazione, di meditazione e lettura, di socialità e di gioco. Il percorso ciclo-pedonale potrà o potrebbe essere utilizzato anche da chi va a cavallo o porta il cane a passeggio (a proposito ho visto per la prima volta nella mia vita, i cestini per la spazzatura per cani dove, al di sotto del cestino è possibile prelevare una bustina per depositarne gli escrementi!). L'idea di base è quella di permettere alla popolazione di vivere il fiume anche nei periodi più freddi, quando piove o nevica, quando c'è vento o fa molto caldo. Che il fiume non diventi una barriera fra la città e la campagna che ancora resiste ai margini dell'abitato, malgrado la lenta e apparentemente inesorabile fagocitazione del cemento.

Insegnamenti:

  • Rilievo urbano e ambientale;
  • Rilievo dell'architettura;
  • Disegno dell'architettura;
  • Storia dell'architettura;
  • Storia della città e del territorio;
  • Teoria e storia del restauro;
  • Estetica del paesaggio;
  • Storia del giardino e del paesaggio;
  • Caratteri costruttivi dell'edilizia storica

sabato 10 dicembre 2011

002) Nuovo tema, nuova tesi

La prima cosa che faccio sempre quando devo andare in una città, devo progettare in quella città, ho (avevo) un tema di studio in quella città, è vedere come è fatta. Prima di poterci andare personalmente (che sarebbe l'ideale in ogni caso), ci faccio una capatina con il satellite, poi cerco informazioni di base, poi mi guardo qualche foto e quando è possibile giro per le strade. Naturalmente è tutto in preparazione di una visita di persona, si tratta di una sorta di pregustazione.
Anche in questo caso sto pregustando la passeggiata che andrà fatta per forza e soprattutto per piacere. Adoro l'Umbria e forse è anche questo che mi ha "imposto" la decisione di scegliere il "meta-tema" di Città di Castello. Ci sarà da lavorare parecchio perché i tempi di consegna non sono così lunghi e per l'incontro previsto da quelle parti nella primavera del 2012 (ad onor del vero neanche troppo lontante dalle date per le tesi di luglio) dovremo, con il gruppo, aver prodotto abbastanza da rendere il nostro progetto leggibile e quanto più completo possibile. Ce la farò e ce la faremo come abbiamo sempre fatto negli anni passati.

giovedì 21 luglio 2011

Il divenire è un continuo mutare

Ho deciso di cambiare il tema della tesi e ho deciso di cambiare anche settore disciplinare quindi cambia anche il relatore.
Da un anno a questa parte, ragionando sull'architettura o, meglio, tentando di criticarla, è maturato in me un senso di disagio nel tema scelto (museo d'impresa). Non sentivo più lo stimolo iniziale per un argomento comunque interessante, ma per il quale non riuscivo a produrre risultati, forse per un fondo di disagio o senso di inadeguatezza che non riuscivo ancora a percepire. Mi sono sentito "stretto" nella morsa delle "mura" del Belvedere di San Leucio, eppure non avevo cominciato ancora a mettere mano all'idea. Forse il docente, preso dalle innumerevoli richieste di revisioni sia per gli studenti che per i tesisti, non ha saputo trovare il tempo di ascoltarmi, quando cercavo di farmi comprendere. Vuoi anche che, dopo un anno, la Facoltà non aveva ancora comunicato né l'inizio dei laboratori di sintesi finale, né i referee esterni per gli studenti che, come me, avevano scelto la laurea sperimentale, sulla scia di burocratizzazione estetica che negli ultimi due anni ha saputo intraprendere. Tutto questo ha contribuito al mio ripensamento.
La decisione per il cambio, come mio solito, è avvenuta negli ultimi quindici giorni. Ho già comunicato al docente le mie intenzioni, ma non ho ancora ricevuto risposta. Ad ottobre-novembre inoltrerò domanda per un nuovo settore disciplinare (progettazione) e per un nuovo relatore (già nella mia mente). La tesi sarà compilativa cioè non sperimentale la cui differenza, ormai solo burocratica, visto che il tempo da impiegare è comunque lo stesso, è quella dell'assegnazione dei punti finali che saranno sette, anziché dieci, ma a me non interessano affatto.
Con il relatore "presente nella mia mente" ho già collaborato, durante il tirocinio, al rilievo ed al progetto per un bene sequestrato alla camorra e ho avuto conferma, avendo già svolto con lui un laboratorio di progettazione al secondo anno con ottimi risultati, della sua capacità e volontà di ascoltare gli studenti, di porli quasi sul suo stesso piano, pur mantenendo il dovuto distacco tra docente e studente. C'è da dire che, nella lista delle preferenze richiesta all'atto dell'inoltro della domanda per la scelta del tutor, questo docente era il secondo dopo il precedente, ma, oggi, non è affatto un ripiego. Forse era quello definitivo già l'anno scorso, ma non ho saputo accorgermene.

mercoledì 25 maggio 2011

001) Thesis|Tesi_Prima missione: ricerca locali liberi

Una volta individuato nel Belvedere di San Leucio la sede del museo d'impresa, resta da capire quali siano i locali all'interno del complesso, ancora disponibili. Attualmente esistono un museo della seta e svariate altre attività, oltre agli uffici di gestione tecnica ed amminsitrativa dell'intero complesso. Dato che la tesi non è pensata per essere confinata in ambito accademico, ma per essere realizzabile ed, in questo caso, fare da possibile volano alla rinascita della manifattura serica, planimetrie in una mano e videocamera nell'altra, mi recherò sul posto per individuare le disponibilità di spazi che siano consoni all'installazione di un museo d'impresa.
Contemporaneamente ricontatterò uno degli ultimi AD, lo stesso citato precedentemente nella pagina dedicata, per un incontro con il relatore per discutere sulla possibilità di rilancio dell'impresa attraverso il suo museo.

lunedì 16 maggio 2011

Thesis|Tesi

Nasce oggi una nuova rubrica, un diario di viaggio o una raccolta di appunti, riguardante la realizzazione della mia tesi di laurea.
Non so bene il motivo che mi ha spinto a parlare della realizzazione della mia tesi, non so se qualcun altro lo ha già fatto prima o è un argomento abbastanza comune. So solo che ne voglio parlare, voglio analizzare il processo creativo e rileggerlo fra qualche tempo. Avrei potuto farlo in proprio, ma non mi andava di condividere con me stesso le mie impressioni che peraltro penso di conoscere.
Sarò puntuale con i post che potranno essere lunghi o brevi, riflessivi o didascalici, filosofici o pragmatici, sereni o frustrati. Ci saranno testi, articoli, pensieri, foto, immagini, disegni, schizzi. Insomma, tutto quello che penso o che mi accadrà sarà online, possibilmente senza filtri (quelli consci non ci saranno, ho paura per quelli inconsci).
Per questo motivo ho realizzato una pagina che farà da indice/sommario dei post che man mano si svilupperanno.